I
Quando tutto fu compiuto e lalba venne triste per la decima volta, solo la luce mi era testimone: il labbro piegato e soddisfatto dunaria malevola, lumidità del primo mattino, gli occhi a rapire ogni frammento di quel atto che sera appena consumato e lei, improvvisamente dimentica delle stagioni e del solo pensare il tempo come forma di vita, che dormiva leterno risveglio. Le mani le si erano adagiate sullerba con i palmi allinsù ed i pollici leggermente piegati verso linterno; sembravano due mani di cera cadute ad una copia di qualche dea minore o le stesse mani di venere, gioiosamente impiantate in un corpo senza respiro. I suoi piedi scalzi mostravano una certa cura e a guardarli bene chiunque avrebbe potuto giurare che quei piedi dovessero appartenere ad una donna che, colta da improvvisa e profonda stanchezza, si era addormentata su di un prato.
Mi stesi accanto a lei, poggiandole la testa in grembo: Anie, la terza figlia che doveva nascere, aveva il vestito di quando la conobbi, ma zampe nuove e nuove labbra; avida di conoscenza, la sua prima parola fu una domanda, la seconda fu il rumore delle sue gambe contro le mie, lultima fu il silenzio di chi ha finalmente ricevuto la sua prima risposta. E doveva guardarmi con affetto perfino nel momento in cui la risposta le venne piantata in seno e le lacrime le sgorgarono rosse dal cuore, per lamore che nutriva per me. Anie, già figlia di Antoin e ora figlia mia, le cui labbra conobbero in pochi e di cui pochi sinnamorarono perdutamente, mentre io soltanto luccisi in coscienza.
E anchio, avido di conoscenza, non smisi mai dimparare da lei. Neppure quando la morte, prendendole pane e denaro, la condusse dove tutto è tanto fermo da sembrare quasi eterno. Fu solo allora, infatti, che mi apparve inevitabilmente chiaro che doveva essermi sfuggito qualcosa e mi apparve come se la vedessi per la prima volta.
Perché io la conoscevo, ma con gli occhi del giorno di chiesa, quando scrutai le sue doti meno nascoste, come Dante quelle di Beatrice a suo tempo e a sua volta. Io la conoscevo nellacqua in cui bagnava le dita e che portava in fronte, nel petto, nel cuore: la conoscevo bianca del suo medesimo candore, intimorita dallo stesso rumore dei suoi passi nella navata, poi persa nellombra e infine in trionfo nella luce che sgorgava dallalto, mentre china, tendeva le mani al pane consacrato. E che gioia! Che gioia sapere fin da allora cosa sarebbe poi avvenuto di noi! Quel gioco senza trama che altri chiamano vita e che per me è lunico sonno di cui non conosco il risveglio.
Ricordo ancora i suoi primi occhi: quelli che le si posavano sul suolo, in cerca di volti nel marmo e che sollevava a stento quando, una voce o un sorriso le giungevano sul collo. E non erano ancora le mie parole a sfiorarle la gola, perché era il tempo di guardarla da lontano; lentamente assorbivo ogni suo gesto: linfinitesimo batter docchi prima di ricevere il sacramento, la mimica delle parole che le morivano a due dita dal naso. Avevo appreso più io sul suo conto in appena una decina di incontri domenicali, che lei stessa in tutta la sua vita.
La terza volta che smarrì il pensiero desser viva tra le figure che giacevano sul pavimento, vidi che sera portata in tasca lidea di non tornare. Non aveva ancora sedici anni e la luce degli occhi le si era già spenta in sogno, rassegnata a vagare le ombre per nascondere la propria nudità, perché un dio in croce le chiedeva di non scandalizzare le sue pecore. E dunque eccola sprofondare nel sonno, nascondersi nellombra, respingere lamore, respingere la vita, respingere lodio. Eccola: il più bel fiore dellindifferenza!
Ed io la colsi. Ricoprii i suoi piedi di stallatico, per vederle crescere le mani. Bagnai la sua lingua con la mia, la coprii di terra e le insegnai ad aprirsi solo alla luna.
(
agenzia pubblicitaria vincenzo)
Devious Comments
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Bello come l'incontro casuale di un ombrello e di una macchina da cucire su di un tavolo operatorio...
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Can't rain forever...
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Thornbird: Sono il Maggiore Robert Thornbird... e lei è...?
O'Neill: Capitano James T. Kirk, della nave stellare Enterprise. Oh, ok. Sarò onesto con te, Bob. Il mio nome non è Kirk, è Skywalker. Luke Skywalker.(StargateSG1)XD
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°NoN cHE L'aMoRe SiA uN inGrEdIenTe DeLlA vItA,Ma è La ViTa StEsSa°
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come si chiama questa voglia di vivere
che nel suo corpo ha bisogno di espandere?
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Shiawase nara te wo tatakou
Shiawase nara te wo tatakou
Shiawase nara taido de shimesou yo
Hora minna de te wo tatakou
Grazie per il "figa"
Spesso mi chiedo se le cose che faccio alla fine portano le stesse sensazioni agli altri... ma non è possibile!
Baci
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perchè le pupille abituate a copiare iventino i mondi sui quali guardare
Seguite con me questi occhi sognare,
fuggire dall'orbita e non voler ritornare.
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I much
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Come and dance through my vanity's halls
Welcome to my exhibition.......
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"I am a dreamer but when I wake,
You can't break my spirit - it's my dreams you take. "
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"L'amore non bisogna implorarlo e nemmeno esigerlo. L'amore deve avere la forza di attingere la certezza in se stesso. Allora non sarà trascinato, ma trascinerà!" (Herman Hesse)
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se non è un problema,che ne parliamo a fare?
come sempre mi accorgo tardissimo se qualcuno mi scrive:S
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marti
odio scattare con una compatta automatica e avere risultati del genere...
odio non avere tempo e spazi per far progredire un qualcosa...
uso il da come sostituzione al fotolog, roba da stalker e ciabatte
bella lì
Vale
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WORLD WON'T LISTEN
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